La festa della trebbiatura di Buonconvento, nota localmente come “tribbiatura sotto le mura”, celebra un momento cruciale dell’anno agricolo e un rito significativo nella cultura contadina.
Quindici o venti giorni dopo la mietitura, che solitamente avveniva a fine giugno tra San Giovanni e San Pietro, si procedeva alla “carratura”, ossia il trasporto delle manne di grano nell’aia, dove venivano ammassate in grandi mucchi. A luglio inoltrato, nell’aia della casa colonica, si poteva finalmente trebbiare il grano: fino alla fine del XIX secolo, questa operazione veniva svolta manualmente con il correggiato o tramite il calpestio di cavalli o buoi. Successivamente, si passò all’uso della macchina trebbiatrice.
L'introduzione della trebbiatrice portò a una nuova organizzazione del lavoro e rafforzò i rapporti di collaborazione tra le famiglie, poiché erano necessarie fino a quaranta persone per completare la trebbiatura in un giorno.
Era un momento di grande socialità, cooperazione e abbondanza: il grano, il prodotto principale, era finalmente pronto per essere pesato e diviso tra padrone e mezzadro, sotto lo sguardo attento del fattore.
La famiglia che ospitava la trebbiatura offriva un pranzo speciale agli altri mezzadri, ai macchinisti, al fattore e talvolta anche al padrone. Questo pranzo, chiamato “desinare di battitura”, comprendeva i migliori cibi riservati per le occasioni festive: insaccati, minestra di brodo, pastasciutta al sugo e papero (spesso chiamato locio) in umido. Dal 1997, questo stesso menu viene riproposto ogni anno per la cena della trebbiatura, un evento conviviale che riunisce abitanti del luogo e turisti davanti alle mura del paese.